Siamo soprattutto
psicoanalisti interessati
a un lavoro sulla
lettera
Cioè:
-
All’
importanza del metonymy e della metafora
tramite lavoro analitico, discorso politico e le
manifestazioni di arte.
-
All’
importanza della scrittura, che conduce al ritorno del
significato sotto forma di la lettera.
-
All’
importanza della lettera quando (nella matematica dei campi o
topologico)
contrassegna un posto in cui si può scrivere qualche cosa
di giudizioso.
Abbiamo attraversato il senso della gente, professori delle
scuole, ricercatori, artisti, medici, insegnanti, coordinatori,
esperti dell'elaborazione dei dati, filosofi,
teologi...
che ci hanno dato il desiderio
di unirsi senza forzarsi, mettere
in corrispondenza i nostri punti
di vista.
Ne abbiamo abbastanza
della " lotta contro" l'illetteratismo. Proviamo a lavorare
"con" e "per"
questi illetterati. Siamo per la creazione di una teoria
"clinica" dell'illetteratismo per organizzare una prevenzione
dell'illetteratismo.
Abbiamo esperienza
del fatto che il dibattito produce un altro discorso
rispetto al discorso usuale che
si tiene sull'illetteratismo.
Capire un essere umano è capire gli errori logici, i difetti e le
deformazioni perpetue della lingua. Non desideriamo che queste
dimostrazioni
siano ridotte ad una malattia, ad una malformazione o ad
una mancanza, termini che inaugurano di una cura, di una
riabilitazione o di un adattamento possibile
dell’ illetterato. Non desideriamo una terminologia di
guerra; non siamo in lotte contro quelle illetterate
neanche contro l'analfabetismo. Lavoriamo "con"
questi illetterati.
Ci siamo
posti la domanda : quale genere di società desideriamo e
per quale genere di esseri umani ?
Abbiamo scelto una società attraversata dalla parola. Perché
sosteniamo
in verità che l'illetteratismo, come
l’autismo e
la psicosi o altri fastidi pesanti,
producano intelligenza .
Christine Chanvin e Charley Supper